Cos’è la Meditazione?

Come fare Meditazione? Come capire quale tipo fa per noi? Quali benefici offre? Quali sono i principi nemici e come farli alleati? Una guida estensiva alla Meditazione.

Ciao! Il nostro viaggio si svolgerà in quattro parti:

  1. Cos’è la Meditazione e Come Può Esserti Utile;
  2. Quali tipi di meditazione, e quindi quali pratiche, esistono e puoi utilizzare autonomamente ogni giorno;
  3. I 4 principali nemici della meditazione e come renderli tuoi alleati;
  4. Come iniziare concretamente la tua pratica periodica.

 

Cos’è la Meditazione e Come Può Esserti Utile

Quando parliamo di meditazione parliamo di una pratica e uno stato di coscienza; la pratica infatti ci porta ad avere uno stato di coscienza nel quale innanzitutto i nostri due emisferi – quello razionale sinistro e quello intuitivo, creativo destro – raggiungono uno stato di coerenza, raggiungono uno stato di sincronizzazione.

In questa modalità il nostro essere più profondo emerge, in un certo senso viviamo la condizione in cui quello che sentiamo, quello che siamo e la nostra stessa capacità di essere coscienti di noi stessi si allineano alla nostra mente razionale, che in un certo senso si dissolve nel nostro essere.

Osho diceva: Non si tratta di far tacere la mente, bensì di lasciare che una parte più profonda di noi, la nostra anima, emerga e la mente si dissolve in essa.

Attraverso la pratica della meditazione hai la possibilità di ottenere molti benefici: Emma Seppala, direttore associato del Centro per l’Educazione e la Ricerca sulla Compassione e l’Altruismo dell’Università di Stanford, ha condotto una ricerca scientifica su quelli che sono i 10 benefici evidenti prodotti da una pratica costante della meditazione.

Ad ogni modo, per anticiparti alcuni dei benefici che puoi ottenere attraverso la meditazione, ti dico che la ricerca scientifica evidenzia come il grado di salute e felicità che le persone vivono quando meditano con regolarità almeno 15 minuti al giorno cresce in maniera esponenziale; aumenta infatti la capacità delle persone di vivere emozioni positive, di sviluppare quindi un punto di vista più utile e più funzionale in relazione agli eventi.
Aumenta anche il livello di soddisfazione nella vita, migliora il sistema immunitario, diminuisce il dolore se si soffre di qualunque forma di fastidio o dolore cronico e si riducono le infiammazioni.

Questo perché quando entriamo in uno stato di meditazione, quando viviamo una forma di rilassamento consapevole, quello che accade è che il nostro sistema mente-corpo abbassa il livello dello stress.
Lo stress è una reazione naturale, che ci consente per esempio di tirar fuori molte risorse in maniera molto veloce quando è utile, quando è necessario, quando uno stimolo intorno a noi ci fa percepire una sensazione di paura o di pericolo. In particolar modo quindi siamo portati a vivere situazioni di stress quando viviamo un pericolo oppure quando percepiamo un pericolo intorno a noi.

Ebbene, nella condizione di stress il nostro sistema mente-corpo alimenta attraverso il flusso sanguigno i nostri arti e sottrae risorse al sistema immunitario, al cervello, agli organi interni e quindi alle funzionalità di crescita, di gestione e di difesa del corpo stesso.

Nel momento in cui invece viviamo una fase di rilassamento, di recupero, di rigenerazione attraverso la meditazione, il sangue ritorna ad occuparsi degli organi interni, il cervello riceve più ossigeno e riusciamo a vivere una condizione in cui, come dicevamo, il sistema immunitario funziona meglio, di conseguenza vengono ridotte le infiammazioni e quindi siamo meno esposti alle malattie.
Ci riportiamo in una situazione in cui il nostro cervello è in grado di funzionare in maniera più opportuna, dandoci la possibilità di sintonizzarci meglio su emozioni positive e quindi anche sul godere pienamente di ciò che abbiamo intorno a noi.

Vi sono anche delle alterazioni in quello che è il nostro grado di percezione della realtà intorno a noi, perché la nostra percezione degli eventi e delle situazioni è profondamente influenzata dal nostro stato emotivo, dal nostro stato psicofisico e dal funzionamento del nostro cervello in un certo momento.

Alcuni aspetti inoltre sui quali la meditazione influisce sono la vita sociale, la nostra capacità di essere in relazione con gli altri esseri umani e quindi anche la riduzione del senso di solitudine.
Alcuni aspetti del nostro cervello infatti, quando siamo rilassati, presenti a noi stessi e centrati migliorano incredibilmente: l’empatia ad esempio è una di queste, la nostra capacità di sentire ed entrare in relazione più profondamente con le altre persone.

Il cervello funziona meglio quando ci abituiamo e pratichiamo regolarmente un rilassamento o una meditazione, perché migliora per esempio la nostra memoria, la nostra capacità di essere attenti e focalizzati su ciò che per noi è importante, su ciò che scegliamo.

La meditazione va a modificare – è stato visto e verificato sperimentalmente da scienziati – la struttura del cervello, perché il cervello è un organo un po’ particolare: infatti quelle aree del cervello che più utilizziamo tendono a crescere e a svilupparsi, mentre quelle parti che usiamo meno tendono a ridurre le connessioni neuronali che le creano, le alimentano, le fanno funzionare.

Attraverso il costante rilassamento, la costante pratica della meditazione, viene accresciuto lo spessore della corteccia cerebrale, viene incrementata la materia grigia, che peraltro si occupa per esempio della memoria, attraverso l’ippocampo, e della nostra capacità di collegare informazioni – quello che in qualche modo percepiamo come capacità di ragionare, l’area frontale, la corteccia prefrontale riguarda questo.
Il volume del cervello quindi aumenta, aumentano soprattutto alcune aree dedicate all’autocontrollo, alle emozioni positive, alla nostra capacità di correggere quelle che sono le reazioni istintive, immediate, inconsce; aumenta quindi la nostra capacità di gestire le nostre emozioni, dirigere i nostri comportamenti.

Attraverso la meditazione e i rilassamenti viviamo quindi meno malinconia, meno tristezza, riduciamo l’ansia, lo stress e dissolviamo quella che viene chiamata depressione.

Attraverso la pratica della meditazione, ancora, iniziamo a vedere le cose in prospettiva… e questi sono solo alcuni dei benefici che, si è visto scientificamente, la meditazione produce sugli esseri umani.

Inoltre una parte del nostro cervello dedicata alle esperienze intuitive, quello che potremmo definire il “sesto senso”, spirituali, cioè che potremmo descrivere come sensazione di fusione con le altre persone, con il mondo, con l’universo, o estasi, va a svilupparsi proprio quando ci diamo la possibilità di essere presenti.

In ambito più spirituale si parla di “sviluppare il testimone” attraverso la meditazione, ovvero sviluppare la capacità di essere presenti e allo stesso tempo di osservare sensorialmente, percepire le situazioni e ciò che ci accade senza giudicare quelle stesse azioni e situazioni.
I nostri sensi percepiscono alcuni elementi e poi il ragionamento, un secondo livello cognitivo, attribuisce significati a ciò che accade; quando invece impariamo a diventare testimoni sappiamo scindere ciò che percepiamo, ciò che arriva ai nostri sensi, rispetto al significato che gli diamo.
Sviluppare il testimone significa quindi essere presenti, notare, essere sensorialmente lì, vivere pienamente e saper non giudicare, saper osservare noi stessi, saper osservare le altre persone in maniera presente.

Potremmo definire quello stato che si raggiunge attraverso la pratica di rilassamenti e meditazioni come lo stare nel flusso, l’essere nel momento presente.
Persone abituate a meditare descrivono come uno degli effetti della meditazione il dissolversi del tempo, l’imparare ad essere nel qui ed ora come la maggior parte delle discipline orientali ci descrivono e ci raccontano, l’imparare a essere pienamente nell’istante in cui stiamo vivendo. E se ci pensi quando sei pienamente nell’istante che stai vivendo, né il passato né il futuro esistono più.

La meditazione, infine, aiuta evidentemente a sviluppare quella che chiamiamo consapevolezza, capacità di vedere oltre la superficie, di accorgerci profondamente di quello che accade, di riconoscere schemi inconsci che si manifestano in noi e nelle altre persone, capacità di ricominciare a sentire sensazioni ed emozioni a cui il nostro sistema mente-corpo e in particolar modo il nostro sistema nervoso si sono abituati, stimoli che cancelliamo e che sono normalmente fuori dal nostro livello di coscienza.
Quando questo accade fondamentalmente diventiamo padroni e capaci di dissolvere anche traumi emotivi del nostro passato lontano, senza fare fondamentalmente alcuno sforzo.

 

Quali tipi di meditazione esistono, quali pratiche puoi utilizzare concretamente?

Esistono fondamentalmente 5 tipi di meditazione.

Non parlo di stili o correnti, preghiere o pratiche religiose, ma 5 modalità attraverso le quali puoi raggiungere uno stato meditativo.

Il primo tipo di meditazione è quello sul RESPIRO.

Focalizzando infatti la tua attenzione sul respiro – qualcosa che accade continuamente e automaticamente nella tua vita – hai la possibilità di ritornare maggiormente nel presente, che è uno degli scopi fondamentali della meditazione.
Uscendo dagli schemi del giudizio o delle preoccupazioni, dell’ansia o delle emozioni disfunzionali, l’aria entra ed esce dal corpo, che lo faccia in maniera più lenta o più veloce, più profonda o superficiale, condizionata da emozioni e pensieri, respiriamo in continuazione.

Questo ti offre quello che viene chiamato ancoraggio, ovvero un richiamo costante al momento presente.

Infatti vivere il presente attraverso il respiro ti consente di essere in quello che fai in ogni momento.
La pratica della meditazione sul respiro (che ad esempio nel buddhismo viene chiamato meditazione vipassana) è una delle più antiche e allo stesso tempo più semplici.

Esistono pratiche meditative sul respiro che prevedono il controllo e la gestione del respiro, ovvero chiedono di modificare il tuo respiro in maniera tale da regolarlo e utilizzarlo come strumento.
In altri casi invece il respiro viene lasciato libero: in questo modo, qualunque sia la possibilità che il tuo corpo e la tua mente ti offrono in questo momento, puoi semplicemente arrivare allo stato meditativo essendo presente al tuo respiro, portando l’attenzione – e riportando l’attenzione ogni volta in cui ti dovessi rendere conto che la mente divaga in un tempo diverso dal presente – sul tuo respiro.

Meditare sul respiro significa quindi, sostanzialmente, mantenere la nostra concentrazione e la nostra osservazione sul nostro respiro.

 

Un secondo tipo di meditazione è quello sul SUONO.

Mantra è una parola che significa fondamentalmente “suono”; la meditazione attraverso i mantra ci consente di occupare, per così dire, la mente su un suono e di dedicare le nostre risorse alla ripetizione di una preghiera, di un verso o semplicemente di una parola in maniera tale che mentre la nostra coscienza attiva viene impiegata in questa pratica, il nostro essere, la nostra parte più profonda e più autentica possa emergere naturalmente.

Durante la meditazione con i mantra, ovvero con suoni o preghiere, semplicemente si ripete, ripete e ripete ancora il verso o il suono scelto, la parola o la preghiera in questione.
Anche se agli occhi di chi non ha mai praticato la meditazione sui mantra questo può sembrare qualcosa di noioso, in realtà diventa con il tempo qualcosa di molto profondo e in un certo senso automatico, che allo stesso tempo mantiene la nostra attenzione focalizzata consentendoci di mettere da parte le interferenze e vivere facilmente il momento presente.

In alcuni casi il mantra scelto è specifico, quindi la preghiera, il verso o i versi che vengono ripetuti hanno un significato e portano con sé una specifica energia; in altri casi il mantra, ovvero il suono o le parole ripetute, non sono altro che una scusa per impiegare la mente.

Presta attenzione perché il significato delle parole che utilizzi, soprattutto se le ripeti come un mantra, porta con sé un’energia. Quindi scegli accuratamente quale mantra utilizzare, quali parole o quali suoni emettere.

 

Il terzo tipo di meditazione è quello legato alla VISUALIZZAZIONE mentale o alla FOCALIZZAZIONE attiva.

Possiamo infatti dirigere le nostre risorse mentali su un pensiero o un’immagine specifica o utilizzare, per arrivare allo stato di meditazione, la focalizzazione con gli occhi esterni, cioè l’osservazione di un punto, di un oggetto o di una foto.
In questo caso lasciamo che la nostra mente venga assorbita e si concentri e focalizzi su uno specifico pensiero o uno specifico oggetto.

 

Il quarto tipo di meditazione di cui desidero parlarti è quello sul MOVIMENTO.

Il corpo infatti, come il respiro, può facilmente riportarti nel momento presente, riportarti a terra in contatto con la realtà: attraverso un semplice movimento o movimenti più complessi puoi essere costantemente nel momento che stai vivendo.

Siamo abituati normalmente a portare avanti movimenti automatici, compiere gesti più o meno complessi (guidare, ad esempio) in maniera ripetitiva e automatica, ovvero senza avere coscienza di quello che stiamo facendo.

Molte meditazioni dinamiche ti consentono, attraverso semplici movimenti (che in questo caso diventano consapevoli, ovvero che mantengono concentrata la tua attenzione) di ritornare costantemente nel presente, muovere l’energia dall’interno all’esterno o dall’esterno all’interno, di utilizzare in sostanza il corpo per entrare in uno stato profondo e autentico di coscienza.

Se in qualche modo i quattro tipi di meditazione di cui ti ho già parlato scelgono uno dei cinque sensi per portarti a raccogliere la tua attenzione e focalizzarla, l’ultimo tipo di meditazione, che potremmo chiamare Working Meditation o Living Meditation e che gli sportivi nei gesti atletici o nelle trance agonistica chiamano Stato di Flusso o The Zone, non è altro che una totale presenza, un completo contatto con tutti i sensi in qualunque momento e qualunque sia la pratica che stai vivendo o utilizzando.

Puoi infatti vivere la meditazione essendo pienamente nel momento presente, nei gesti e in contatto con i sensi in qualunque momento della vita.
Che tu sia seduto a gambe incrociate, a ripetere un mantra, o presente nel gesto di lavare i piatti, attendere alla Posta o magari fare una passeggiata per strada, puoi vivere uno stato meditativo utilizzando i sensi, cioè la sensibilità completa data da vista, tatto, gusto, udito, olfatto ma anche dalle sensazioni interiori del corpo, per rimanere in quello che sta accadendo.

La Working Meditation o Living Meditation, lo Stato di Flusso, non sono altro che stati di coscienza nei quali sei attento e presente a qualunque gesto, immagine, suono, contatto, emozione del tuo corpo costantemente nel tempo e nel momento presente.

Qualunque gesto, qualunque attività può essere infatti svolta in maniera consapevole o inconsapevole.

Possiamo ad esempio lavare i piatti pensando a quello che faremo subito dopo oppure farlo in maniera consapevole, mantenendo l’attenzione sulla sensazione delle mani, su quello che osserviamo, su quello che ascoltiamo intorno a noi.
È molto bello, ad esempio, sperimentare una meditazione a contatto con la natura, continuando ad ascoltare tutti gli stimoli che arrivano dall’ambiente intorno a noi. Questo perché in un ambiente naturale (come può essere un parco, la campagna, o un bosco) l’energia della natura ci sostiene e porta più facilmente il nostro stato vitale e la nostra vibrazione ad un livello più alto e di conseguenza la nostra consapevolezza ad essere più presente in quello che stiamo facendo.

 

Ricapitolando: puoi scegliere una meditazione che utilizza il respiro, oppure un suono (un mantra), la visualizzazione con gli occhi esterni o con l’occhio della mente, piuttosto che il movimento oppure tutti questi stimoli e sensi allo stesso tempo, per raggiungere attraverso la tua pratica uno stato di consapevolezza, presenza e, quindi, meditazione.

Esistono molti tipi di meditazione non-meditazione, in un certo senso: infatti, tutte le pratiche che ti portano in uno stato di coscienza non ordinario possono essere in qualche modo assimilate alla meditazione: l’ipnosi e il training autogeno sono due di esse.

Lo yoga che di per sé normalmente mantiene l’attenzione sul corpo e sui suoi movimenti, quello che si chiama hatha yoga, è una forma di meditazione in movimento.

Sul sito troverai vari tipi di meditazione per ogni qualità e stile di pratica, per ogni momento, di ogni durata e per ogni necessità.

Scegli fondamentalmente il tipo di meditazione che più si adatta al tuo carattere, al tuo grado di esperienza o al momento che stai vivendo nella tua vita.

I 4 nemici principali della meditazione (e come renderli tuoi alleati!)

Il primo nemico della meditazione, paradossalmente, è cercare di meditare bene o di essere perfetti.

Infatti, nel momento in cui usi la mente o ti dirigi verso un risultato specifico, crei un’aspettativa e confrontare l’aspettativa, ovvero il risultato che vuoi ottenere, con quello che stai facendo e con quello che stai ottenendo nel presente ti porta già di per sé fuori dallo stato meditativo.

Come puoi trasformare questo nemico in alleato?

Semplicemente accettando qualunque risultato tu riesca ad ottenere.

Molto spesso le persone leggono le istruzioni o seguono una meditazione guidata e quando si rendono conto che ottengono un risultato diverso da altre persone – confrontando la loro esperienza con i compagni di corso ad esempio piuttosto che quando riconoscono di avere dei pensieri o percepiscono delle interferenze –  tendono a giudicare e valutare queste attività della mente, queste interferenze.

Questo è inutile, perché solo nel momento in cui accetti qualunque risultato che stai ottenendo crei i presupposti per essere veramente in meditazione.

Non cercare quindi farlo bene, perché non esiste un modo giusto o sbagliato di vivere la meditazione, esiste semplicemente la pratica e quello che stai facendo qui ed ora.

 

Il secondo principale nemico della meditazione è cercare di eliminare le distrazioni interne o esterne che siano.

Ci sono dei suoni che ti disturbano durante la tua pratica? Una persona ti chiama o magari il telefono che hai dimenticato di mettere in modalità silenziosa sta per suonare? Oppure ti accorgi di avere dei pensieri o ti ritrovi a dover interrompere per qualche motivo la tua pratica?

Beh, considerare tutti questi stimoli intorno e all’interno di te delle distrazioni o delle interferenze è il reale problema.

Cerca di integrare nella tua pratica meditativa qualunque stimolo, qualunque potenziale distrazione.

Porta quindi all’interno della pratica, all’interno dello stato di coscienza in cui sei, qualunque stimolo che ti accorgerai diventerà da distrazione ad elemento di approfondimento del tuo stato di coscienza.

Cosa intendo concretamente?

Se stai per esempio meditando e un campanello o un telefono lontano suonasse, semplicemente accoglilo, accettalo e prosegui andando oltre.

Questo ti consentirà più facilmente di entrare in meditazione e di essere in armonia con qualunque cosa accada intorno a te.

 

Il terzo principale nemico della meditazione è cercare di svuotare la mente.

Molte persone infatti credono che meditare significhi avere la mente vuota.

Beh, se da un certo punto di vista questo può essere uno dei risultati che ottieni attraverso la meditazione, cercare di avere la mente vuota è qualcosa che non puoi fare consapevolmente: proprio nel momento in cui osservi la tua mente e commenti il suo stato stai creando nuovi pensieri.

L’unica cosa utile è riportare la tua attenzione lì dove hai scelto: sul respiro, sul mantra, sull’oggetto che stai mentalmente visualizzando o focalizzando esternamente, sul movimento, o su tutti questi elementi insieme.

La meditazione è qualcosa che devi lasciare accadere.

Mentre dirigi la tua attenzione nella pratica, lascia che la tua mente faccia il suo corso.

Uno degli scopi della meditazione è aiutarti a disidentificarti con la mente. Nel momento in cui comincerai ad osservare i tuoi pensieri fluire e scorrere staccandoti da quello che essi sono, la meditazione potrà più facilmente accadere.

 

Il quarto ed ultimo nemico della meditazione è il fatto di avere aspettative troppo alte o regole troppo restrittive nella propria pratica.

Molto spesso si inizia dandosi obiettivi ambiziosi o stabilendo di dedicare una o più ore alla meditazione.

Il punto è che, come abbiamo già detto, avere aspettative o definire regole troppo rigide significa creare ulteriori ostacoli per arrivare ad uno stato di calma e pace interiore.

Ti invito quindi ad eliminare ogni aspettativa perché non esiste un modo giusto o sbagliato di meditare, esiste semplicemente la tua pratica e il momento presente.

Qualunque risultato tu riesca ad ottenere in questo momento è quello che è. Risulta inutile darsi regole particolarmente restrittive, costringersi quindi a meditare tutti i giorni per un’ora.

Inizia da un tempo più contenuto, che ti permetta di portare avanti la tua pratica in maniera confortevole con la periodicità che hai scelto.

Se in un certo momento ti rendi conto di non avere assolutamente più voglia di meditare, oppure se hai in agenda un appuntamento periodico con la pratica ma quel giorno hai la sensazione che non sia la cosa giusta da fare, lascia semplicemente che la tua sensibilità scelga per te.

Da una parte è vero che è possibile che alcuni meccanismi di sabotaggio ci portino a non mantenere l’impegno preso, dall’altra parte avere regole troppo restrittive porta la nostra mente e il nostro essere più lontano dalla meditazione.

Inizia quindi in maniera graduale, accetta e accogli, questo è ciò che è realmente importante.

 

Come Iniziare a Praticare la Meditazione

Il primo consiglio che ti do è quello di stabilire un tempo che gradualmente, con il passare delle settimane e dei mesi, potrai incrementare in maniera da abituarti lentamente a meditare e rendere questa straordinaria pratica qualcosa di naturale e ordinario nella tua vita.

Stabilisci quindi sulla tua agenda l’appuntamento con te stesso, il momento in cui dedicherai il tempo scelto, da 5 a 30 minuti all’inizio, per poi arrivare a 60 o più di pratica, in maniera tale che esso sia importante per te come qualunque altro appuntamento.

La pratica della meditazione infatti ti consente di centrarti e quindi prepararti per qualunque altra attività, relazione, momento o incontro professionale.

Scrivi in agenda i tuoi appuntamenti e dovunque tu sia fermati, trovava uno spazio sufficientemente tranquillo e porta avanti la tua pratica.

Puoi iniziare da cinque minuti e passare a 10, 15, 20 o anche 30 minuti.
Sul sito trovi meditazioni di ogni grado e di ogni durata, in maniera che tu possa scegliere, in base al tempo che hai a disposizione in ogni occasione, quale pratica condurre.

Trovi meditazioni guidate, visualizzazioni e rilassamenti profondi che puoi adattare al tuo stato d’animo della giornata, al momento in cui ti trovi o alla necessità emotiva che hai.

Trovi poi meditazioni maggiormente guidate ed altre che ti accompagnano semplicemente, con alcune istruzioni ed una musica adatta, al tuo rilassamento e alla conquista della tua pace interiore.

Scegli accuratamente, se ne hai la possibilità, il luogo in cui svolgere la tua pratica meditativa.

Cerca un luogo tranquillo nel quale tu possa avere il tuo spazio e dove tu possa concordare con le persone intorno a te di avere a tua disposizione il tempo che hai scelto.

Come già detto, nel caso in cui delle interferenze, delle persone, dei suoni o degli stimoli dovessero cercare in qualche modo di interrompere la tua pratica, integrali e portali all’interno di quello che stai facendo.

Non ti preoccupare quindi se un campanello suona e ti disturba, o se una persona ti chiama o se un cellulare che magari hai dimenticato di mettere in modalità silenziosa dovesse suonare: continua e ringrazia quello stimolo, scegliendo di posticipare il momento in cui distoglierai l’attenzione dalla meditazione e ritornerai alla vita quotidiana.

Ti accorgerai che più passa il tempo, più la tua pratica meditativa diventerà normale e si integrerà nella quotidianità.

Sul sito www.meditazionierilassamentiguidati.it troverai la possibilità di acquistare meditazioni singole o di acquisire, con una quota una tantum, un pass che ti consente di scaricare tutte le meditazioni già presenti ma anche quelle che in futuro verranno pubblicate.

Normalmente trovi sul sito almeno una nuova meditazione a settimana.

Per ogni meditazione ho indicato la frequenza che ti suggeriamo di utilizzare per la sua pratica.

Il sito ti consente di ascoltare le meditazioni in streaming o di scaricarle copiandole su un tablet o su uno smartphone o utilizzando normalmente il tuo computer.

Hai anche la possibilità di richiedere che una collezione di venga inviata su CD pagando con carta di credito o bonifico, ricarica Postepay o in contanti, durante uno degli eventi live di uno dei maestri che pubblicano sul sito.

Ricorda che il modo ideale per conoscere realmente la meditazione è quello di metterla concretamente in pratica.
Ti invito quindi a recarti sul sito per scegliere le meditazioni da te preferite oppure acquistare il pass che ti consente di avere accesso illimitato a vita a tutte le meditazioni già presenti e a quelle che pubblicheremo in futuro.